lunedì 25 agosto 2014

Le virali docce scozzesi per sciacquare le coscienze sporche


Che la stupidità sia virale è noto da molto prima dell’avvento dei social network, il detto popolare sulle mamme degli stolti sempre in stato interessante ne è riprova. Fa comunque sempre effetto, e stupisce, vedere come il dilagare del non pensiero mieta vittime ad ogni latitudine.
Mi riferisco alla (purtroppo) moda pluri-inflazionata dell’ ALS Ice Bucket Challenge, ovvero della nobile causa di raccogliere fondi di ricerca per la lotta alla SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) attraverso donazioni stimolate da un gesto che , per via dell’acqua fredda, per qualche secondo dovrebbe indurre rigidità muscolare, così come la terribile malattia degenerativa.
Purtroppo però lo strumento mediatico per raccogliere fondi, ovvero la secchiata d’acqua fredda e le sue “nomination”, hanno in poco tempo invaso il web, le televisioni e il gossip dei decerebrati che commentano così “hai visto VIP n°x che si è buttato acqua fredda addosso”? Ad ogni angolo, manco fosse una notizia.
Ma, altro piccolo particolare, non sempre, o quasi mai, al gesto ardito e coraggioso (con oltre 30 gradi centigradi a chi non farebbe piacere una rinfrescata?) di tali “VIP”  corrispondono le donazioni per combattere la SLA. Ovvero come spesso accade nel magma di superficialità che ci circonda, ci si dimentica del fine per cadere nel selfismo egocentrico dei protagonisti e nella “provocazione” delle nomination, ovvero dei prossimi docciaroli chiamati in causa dal personaggio pubblico precedente. Da qui ho coniato il termine “doccia scozzese” ovvero, come nella credenza popolare, la doccia del popolo “tirchio” o se si vuole parsimonioso, per antonomasia.
Quello che disturba il sottoscritto è la stupida viralità e la sua velocità di propagazione tra il popolo. Nel mondo del politically correct a tutti i costi, dove solo poche settimane fa qualcuno si lamentava delle banane tirate in ballo dal numero uno della Federcalcio, a nessuno e dico nessuno di questi benpensanti è venuto in mente dello spreco di acqua fatto in occidente, che appare (e in fondo è) come uno sberleffo verso milioni di persone africane che per bere e lavarsi la mattina, appena si svegliano, devono fare chilometri di strada a piedi.
Allora, più che mai, queste docce fredde, o scozzesi come le ho ribattezzate, servono solo a tentare di lavare le sporche coscienze di chi guadagna troppo e troppo facilmente, distogliendo ancora una volta il popolino alienato dal problema della ricerca scientifica i cui fondi vengono tagliati dagli stessi politici che si “sacrificano” ad una rinfrescata estiva. Ancora una volta la massa abbocca e il divario fra pensanti e modaioli si fa più ampio e profondo, fino alla prossima iniziativa virale.
PS: per comprendere il vuoto pneumatico di idee, sostituite da gesti suggeriti e alimentati dalla sedicente civiltà della comunicazione suggerisco per chi ha avuto l’occasione di conoscerli o di averli senti almeno nominare, di pensare a un Togliatti o a un De Gasperi “nominati” o autonominatisi per sostenere le grandi battaglie ideali che pur hanno animato questo ex belpaese dopo la liberazione. C’è davvero da rabbrividire e non per l’acqua fredda.


Mosè (salvato dalle acque)

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