mercoledì 8 febbraio 2012

LUSI in the sky with diamonds

Foto: Lusi tesoriere margherita
Foto: quell'altro furbacchione di Antonio Ricci













Sfogliando i petali di una margherita mai sbocciata anzi appassita e poi confluita nel confuso calderon-populista PD, qualcuno si è accorto che erano stati distratti tredici milioni di euro dalle casse del partito. Soldi quelli destinati alla campagna elettorale “fatta con i fichi secchi” che avrebbe dovuto portare Prodi ad una sicura vittoria su Berlusconi durante l’ultima tornata elettorale. Le elezioni sono poi andate come tutti sappiamo, ma non è certo questo il problema, almeno non ora. Ad essere accusato della profumata (alla margherita) distrazione di fondi dalle casse del partito di centro è proprio il tesoriere (figura mitologica del nostro sistema politico) di questo, il senatore Luigi Lusi (foto).
Accantonata ormai da tempo la questione morale nella sinistra (ma è poi di sinistra che stiamo parlando nel caso della margherita?) ci viene alla mente che ultimamente è sempre più diffuso il malcostume del “furto” fra i “compagni”.
E’ comunque importante sapere quanto sia assurdo che i partiti politici, se ricevono un finanziamento pubblico, non hanno alcun obbligo di scrittura né di bilancio. Paradossale che chi, come i partiti, dovendo esprimere dei “candidati” (etimol. “Colui che aspirava ad una carica dello Stato dalla toga candida, immacolata”) non applichino la benché minima trasparenza alla gestione dei fondi a loro stessi destinati per fini elettorali.
Il Senatore Lusi pare abbia ammesso la sottrazione del denaro destinato al suo partito giustificandola con un semplice “avevo bisogno di denaro”. A chi non farebbero comodo tanti spiccioli? A seguito della scoperta, il Senatore bisognoso ad oggi pare non sarebbe in grado di restituire più di cinque milioni di euro attraverso una fideiussione bancaria, il resto sembra sia stato oculatamente investito dal tesoriere in proprietà immobiliari extra lusso fra Roma e provincia.
Degno di cronaca anche il virgineo stupore dei “margheritini”, Letta (Enrico) in primis che, per rimanere nell’ambito di metafore botaniche “cade dal pero” richiamando i suoi floreali compagni di partito ad un’ urgente riunione chiarificatrice.
Questa quindi l’alternativa al berlusconismo? Questi i supporter dell’elegante e serioso giustiziere Monti? Coloro che stanno contrattando il destino di milioni di lavoratori spingendoli verso una flessibilità sempre più priva di certezze vogliono invece assicurarsi milioni di certezze proprie con ogni mezzo. E in generale parliamo di una classe politica autoreferenziale e priva di idee e iniziative che finge giornalmente di tagliarsi qualche centesimo perché sente la pressione di un popolo stanco e affamato sempre più vicino alla “presa della bastiglia”.
Ad oggi questi gli usi e questi i Lusi del nostro tempo, senza una sana e sincera riflessione, senza l’ascolto del popolo, e non di Sanremo e dei suoi profumati cachet, non andremo molto lontano a meno che non diventiamo tutti tesorieri di qualche partitino.

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