martedì 31 gennaio 2012

Saviano, un "indignato" a Wall Street


Dopo i tormentoni televisivi in tandem col piagnucolone Fabio Fazio alla ricerca di esosi contratti, dopo le marchette Repubblicane (da Repubblica) che non perde occasione per esaltare lo scopritore delle camorre in ogni occasione, dopo i numerosi saluti postumi che il tenebroso scrittore con scorta ha rivolto agli amici famosi scomparsi (n.b. sfruttando al meglio l'onda di marketing emotivo), ci mancava l'intervento di Saviano a Wall Street fra il popolo degli "indignati a stelle strisce". I media omologati ne hanno già tratto abbondante materiale di riflessione da elargire al gregge. Ora proviamo, un poco, noi, a riequilibrare la "notizia". L'intervento di Saviano che è andato a raccontare, con qualche decennio di ritardo, le mafie agli americani pare infatti abbia riscosso ben pochi proseliti. A Zuccotti Park dove Saviano ha tenuto il suo illuminante discorso non è stato un bagno di folla né scroscianti applausi, evidentemente le claque degli studi televisivi organizzate ad hoc danno più soddisfazione. Come stampa presenti solo le Tv italiane e la tedesca ZDF, dunque i media americani hanno ignorato la lezione di Saviano che ha detto "Le mafie attraverso il narcotraffico, il racket, l'usura producono un flusso di denaro che reinvestono nell'economia legale.
Non dimenticate mai di guardare oltre la ragione sociale delle imprese, di guardare cosa regge davvero una società. Nella vostra protesta guardate all'Italia, l'Italia vi riguarda. Se crolla l'Italia crolla l'Europa, se crolla l'Europa gli Usa non sono più sicuri. Guardando l'Italia rischiate di vedere il vostro futuro. Ma chi in Italia resiste vi sta guardando e spero sappia scegliere come state facendo voi. E' tempo di scegliere quello che si sente di voler fare davvero. Dando il massimo di sé, conquistandosi i diritti prima ancora di pretenderli. Non esiste un mondo migliore, ma esiste la possibilità di migliorare questo mondo". Lapalissiano e scontato più che mai, nel caso Saviano decidesse di rimanere su sponde più sicure per la sua incolumità, oltreoceano, non potremmo certo parlare di fuga di cervelli. Ma comunque molto coraggioso questo giovane fenomeno made in sud.
Sarà mica che questa trasferta a New York, dove esiste dai tempi di Al Capone e Lucky Luciano anche "un po'" di mafia nostrana, e che ha costretto Mr. Saviano ad andare con tanto di scorta pagata da noi contribuenti, fosse finalizzata a farsi promozione su qualche nuovo libro made in Mondadori? Certo è che la performance durata circa quindici minuti dell'autore di Gomorra, che ha letto un testo in inglese senza microfono non ha convinto molto, sarà che gli sprovveduti americani iniziano ad avere più fiuto per le patacche made in Italy?

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