sabato 5 novembre 2011

Se anche gli scandinavi iniziano a imbrogliare

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Tutto il mondo è paese ci sarebbe da dire, o anche, per citare Shakespeare in Amleto: “c’è del marcio in Danimarca”, anche lì, aggiungiamo noi. Archiviate le recenti elezioni vinte dai socialdemocratici, dopo dieci anni di opposizione, anche per i miti (e poco abituati ai colpi di scena) scandinavi si sta concretizzando qualche sorpresa nei conti pubblici.
Proprio come nelle culle della cultura occidentale Grecia e Italia anche in Danimarca pare che si sia rivisto al rialzo il livello delle stime sul deficit (3,8 sul pil) per le spese pubbliche riguardanti il 2012 previste dai precedenti governanti Liberal-Conservatori.
Le cifre in ballo “sono bruscolini” vista anche la crisi globale. Comunque parliamo di una prima stima fatta dai conservatori che era di 85 milioni di DKK, Corone Danesi (pari a circa 11 milioni e mezzo di euro), stima smentita da una commissione appena insediata dai Social democratici danesi che sarebbe rivista a 100 milioni di Corone Danesi (circa 13 milioni e mezzo di euro) con una differenza al rialzo di 2 milioni di Euro. A parlare del misfatto è Anne Baastrup Segretaria del Partito Socialista del popolo (Socialistisk Folkeparti) uscito vincente dall’ultima tornata elettorale. La Baastrup dichiara alla televisione danese che era prevedibile già per i predecessori Liberal aggiustare la stima del deficit a 100 milioni di corone ma che la cosa sarebbe stata taciuta con il preciso scopo di rendere più difficilmente realizzabili le promesse fatte in campagna elettorale dai socialisti circa la diminuzione sui costi dei trasporti pubblici, uno fra gli argomenti di maggiore presa sull’elettorato danese chiamato poi alle urne. Una sorta di ipoteca sulla credibilità degli avversari politici aggiustata a proprio vantaggio ma comunque a spese del popolo.
Insomma giochetti di palazzo nostrani, o meglio non ancora ai nostri recenti livelli, da teatro bagaglino, ma comunque sulla via della decadenza etica. Che anche gli scandinavi stiano imparando, in quel di Strasburgo, dai nostri politicanti? Speriamo che la vicinanza parlamentare (in Europa) fra politici e politicanti non sia motivo di scambio di “best practice” o idee di questo tipo, speriamo che nella sede del Parlamento Europeo non valga la legge economica di Gresham (“la moneta cattiva scaccia la buona”), speriamo sia solo un incidente di percorso o una mini squallida parentesi momentanea, perché sinceramente è sempre romantico pensare ad una via di fuga al freddo, in un Paese più civile e ordinato del nostro e se anche questo mito scandinavo dovesse cadere il mondo sarebbe ancora più grigio di quanto non sia già.

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