sabato 5 novembre 2011

Lo strano caso delle raccomandate Equitalia

http://www.rinascita.eu/?action=news&id=10982


Il nostro è un Paese di raccomandati ciò è noto, ma ad attirare la mia attenzione questa volta sono un altro tipo di raccomandate, quelle spedite a buona parte degli italiani da Equitalia, che, mai come in questo periodo, ha il preciso compito di “fare cassa” per rimpinguare i malandati conti pubblici.
E’ capitato anche al sottoscritto di ricevere una cartella esattoriale a mezzo raccomandata, non timbrata, con una sgradita sorpresa all’interno. Per opporre ricorso a tale richiesta (le richieste di pagamento risalivano a periodi di tempo ormai prescritti) si hanno trenta giorni di tempo a partire dal ricevimento della raccomandata, ma come definire questa data in maniera ufficiale se non era stato apposto alcun timbro sulla busta della raccomandata al momento del ritiro?
Spero che questo articolo possa fare da “guida”, come Caronte, negli inferi della burocrazia italiana a tutti i lettori sfortunati che si sono trovati nelle stesse condizioni di chi scrive. Sulle buste delle raccomandate esiste un codice a barre con un numero, da questo si può risalire (con un po’ di tempo, pazienza ed intuito navigando il sito delle Poste italiane) alla data di spedizione, di accettazione al centro postale competente  e della consegna da parte del portalettere di zona. Ovvio che se si dovesse opporre ricorso ad un giudice di pace o ad un prefetto (nel caso di multe o comunque atti giudiziari) il codice a barre non sarebbe dirimente rispetto alla data di ricevimento, ergo rispetto ai tempi di prescrizione del ricorso stesso. Dopo qualche giorno di indagine vengo a sapere, da amici delle neo privatizzate Poste italiane, che Equitalia, in quanto cliente preferisce spedire tale tipo di comunicazioni in questa forma equivoca e ambigua onde rendere ancora più difficile un qualsiasi ricorso nei tempi (ormai brevissimi e recentemente dimezzati – ennesimo regalo del nostro Governo fiduciato -) prescritti dalla legge.
E’ bene sapere anche che i centri di smistamento delle raccomandate in questione, grazie ad un’altra recente riforma geniale dei nostri governanti, operano solo in orario lavorativo dal Lunedì al Venerdì, rendendo de facto impossibile ad esempio a un lavoratore single e senza parentela, che non voglia mettersi in ferie per risolvere le grane burocratiche, la timbratura della busta della raccomandata ricevuta al fine di esercitare un proprio diritto, il ricorso.   
Invito tutti i lettori che si trovano o si troveranno in questa situazione a non farsi consegnare buste di Equitalia senza timbro di ricevimento e nel caso la stessa fosse stata consegnata ad altri  il mio suggerimento è quello di recarsi quanto prima presso il centro di smistamento di zona per farsi timbrare la busta e avviare se necessario un ricorso.
Ai furbi e determinati esattori di Equitalia invece consiglio, senza neanche la scocciatura di cambiare ragione sociale di darsi all’ippica (non è un caso forse che la sede romana è sita proprio nel palazzo dell’ “Unire”), Equitalia potrebbe con più successo diventare un’agenzia di stalloni italiani, visto che i loro trucchetti meschini sono facilmente riconoscibili e denunciabili sulla stampa libera e indipendente.

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