sabato 5 novembre 2011

La violenza delle banche e quella degli “indignati”

http://www.rinascita.eu/?action=news&id=10971

Lo striscione che più mi ha colpito alla manifestazione di sabato 15 ottobre 2011 a Roma recitava: “I veri moderati sono quelli che hanno sopportato questa classe politica di imbroglioni fino ad oggi!”, come non concordare, così come è difficile relegare la violenza solo agli attacchi dei facinorosi “guastatori” di corteo pacifico in cerca di autore.
La violenza è sicuramente un concetto più ampio e complesso. Violenza vuol dire non arrivare a fine mese, far parte della sfortunata casta dei precari sempre più flessibilizzati e con sempre minori certezze per il futuro.
Questa è la vera violenza che quotidianamente viviamo, che incendia non due automobili ma incendia gli animi esasperati di padri di famiglia licenziati per un capriccio americano di Fiat (si proprio le famiglie tanto difese a parole da chi poi le sfascia e le mantiene a suon di milioni come il nostro premier).
In questo quadro di impazzimento generale fa anche sorridere come i più naïve possano abboccare alle ormai docili parole dell’uomo di Goldman Sachs, Mr. Draghi, il quale, in vista del suo imminente mandato alla BCE, vuole evidentemente prepararsi un tappeto rosso costruito sul consenso più largo possibile. “I giovani hanno ragione” dichiarava alla stampa prima degli scontri e poi “Peccato che sia andata così la manifestazione a Roma” ha asserito il banchiere. Ma non era proprio lui a richiedere maggiori privatizzazioni, abbassamento dei salari e più flessibilità e quindi condizioni di lavoro più precarie (cinesizzazione) per quegli stessi giovani che ieri corteggiava a parole dal suo alto ruolo di banchiere internazionale? Non poteva Draghi dare ragione ai giovani in maniera più sostanziale promuovendo politiche economiche meno liberiste e che tutelassero maggiormente i giovani e il loro lavoro? Si decida, il futuro Trichet italiano se dare conto alla sua mano sinistra o a quella destra.
Non vorrei poi entrare nella strumentale polemica relativa alle colpe degli scontri di lunedì pomeriggio a Roma. Mi limito comunque a dire a quelli con la memoria più arrugginita che le assoluzioni dei macellai della scuola Diaz gridano vendetta più di: una caserma vuota (tra l’altro in barba alle tante famiglie senza una casa), due auto, un bancomat e una madonnina neanche lacrimante (totem intoccabile?) distrutti comunque stupidamente. Aggiungo anche che sarebbe proprio compito delle forze dell’ordine controllare e gestire fronde minoritarie impazzite (sempre che non siano loro colleghi) e non del “resto pacifico del corteo”.
Faccio altresì notare che l’esasperazione raggiunta in questo Paese e indotta da comportamenti che sbeffeggiano costituzione, buon senso, etica etc. è maggiore di quella che abbiamo visto a Wall Street e in altre parti del mondo, dove gli scontri, almeno sabato, non sono avvenuti. Era solo vecchia del giorno prima l’immagine di un governo arroccato su se stesso che si autocelebrava festante in Parlamento dopo l’ennesima conta batticuore all’ultimo acquisto. Ancora una volta gli è andata bene, Ok il prezzo è giusto!
Bene, quando si giudicano i fatti di Roma, questo background non può non essere tenuto in conto dai moderati che vogliono cambiare le cose: senza qualche testa caduta durante la Rivoluzione Francese non credo che Re Luigi XVI avrebbe accettato di buon grado l’uscita di scena né avrebbe mai mollato il potere concentrato nelle sue mani.
I buonismi alla Veltroni, l’impazzimento radicale, la falsa opposizione di Bersani e Casini, le sterili e ricercate elucubrazioni di Vendola non scalfiranno mai chi tenacemente vuole salvarsi il sedere e continuare a fare il proprio comodo indisturbato. A mali estremi, estremi rimedi, che non vuole essere un invito a distruggere furiosamente tutto ciò che si ha a portata di mano, ma non vuole neanche ingenuamente credere che il laissez faire sia la soluzione né in economia (come a volte Mr. Draghi ci ha voluto far credere) né tanto meno in questa pericolosa situazione politica italiana.
Chiuderei citando una riflessione che ho letto su un blog la mattina del giorno dopo la manifestazione e che indirizzo a tutti i buonisti benpensanti con le mani lisce e curate e con la pancia piena: “Cosa è più violento? Un gruppo di ragazzi aggressivi che si scagliano contro oggetti e simboli istituzionali o le leggi di un governo che tolgono lavoro e possibilità di autosussistenza alle persone, che porta la gente all’esasperazione, che porta al suicidio genitori che non riescono a dare da mangiare ai figli?”

Nessun commento:

Posta un commento