sabato 5 novembre 2011

Halloween: è qui la festa?

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Anche quest’anno come ormai avviene da qualche tempo strade, vetrine, riviste e ormai anche banner pubblicitari sui siti internet vengono addobbati di arancione con zucche sdentate e maschere horror. Niente paura, o meglio abbiate paura, si tratta di Halloween (All hallows Eve, o meglio la sera/vigilia di ognissanti). La tradizione di questa festa, prima ancora che cattolica era celtica e viene declinata storicamente in varie forme in tutto il mondo, dai banchetti luculliani attorno alle tombe nella tradizione balcanico ortodossa fino alle carnevalesche feste latinoamericane con abbondanza di scheletri e teschi. Ben venga non un ritorno al paganesimo ma una tradizione popolare che ci aiuta a riallacciarci, almeno nella riflessiva memoria, con i nostri cari defunti e ciò che hanno significato per noi.
Ma non è semplicemente Halloween l’oggetto delle mie attenzioni, devo constatare che fra le varie forme pagane di festività per ricordare “i morti” ha prevalso quella più commerciale americana, spinta anche da Hollywood che proprio di Halloween ne ha fatto una saga tendente all’infinito di film horror scadenti (e quindi di gran successo al botteghino) arrivata intorno alle dieci “puntate”. Le varie industrie del superfluo e dell’inutile decerebrante non hanno perso tempo a stampare zucche da piazzare ad hoc ovunque e a convincere il popolo che si deve “far festa” e quindi consumare secondo i dettami del mercato. Prepariamoci dunque da adesso per un giro completo di calendario a doverci confrontare con inutili festività induttrici di falsi bisogni ergo di consumi inutili.
Dopo Halloween sarà il turno del Natale, anche in questo caso San Nicola è stato rimpiazzato dal più commerciale e “simpatico ai bambini” nonché barbuto Santa Klaus – Babbo Natale, prima ancora è bene ricordare che fra popolazioni e religioni di tutto il mondo anche a grande distanza geografica e culturale l’una dall’altra si celebrava la fine di Dicembre, per i pagani era divino Mitra e si celebrava il il Dies Natalis Solis Invicti (giorno della nascita del Sole invincibile). Ovviamente perno di queste festività antiche rivisitate nella moderna religione del denaro sono i regali da scambiarsi a prezzi maggiorati (vista la forte concentrazione della domanda in un determinato periodo di tempo) e in generale un incremento nei consumi di cibo e bevande. Insomma il declinante occidente, seppur con qualche contrazione dovuta alla famosa crisi, userà anche quest’anno dollari ed euro per onorare e santificare su un altare pagano, benché travestito da cattolico, le feste del consumo, dimenticando la vera natura rituale delle feste stesse. Così a seguire nei mesi successivi dovremo sentirci soli e inadeguati a San Valentino (specie se single) contornati da un tripudio di cuori rossi e di ristoranti pronti ad ospitare solo coppiette felici, le ragazze e le signore si dovranno squallidamente riunire intorno a un tavolo tutte insieme rigorosamente senza uomini e, nella peggiore delle ipotesi, andarsi a vedere uno spogliarello maschile per celebrare l’otto marzo, il 19 dello stesso mese sarà il turno dei papà e a maggio si festeggerà la mamma. Insomma ogni scusa è buona per farci spendere nel caso di chi potrà ancora permetterselo e per far sentire alla guisa di un povero derelitto fuori dal normale chi non potrà farlo. Tutto in nome e in onore del dio consumo figlio del dio denaro. Così, chi si abbocca ingenuamente queste false festività potrà intanto davvero festeggiare Halloween e potrà farlo per aver raggiunto lo status, secondo i dettami yankee, di morto vivente: dove l’unico sussulto di vita può essere espresso solo attraverso i consumi superflui.

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