mercoledì 29 settembre 2010

CRISTIANI D'IOR

La scorsa settimana il numero uno della Banca Vaticana, Ettore Gotti Tedeschi, è stato indagato con l’accusa di riciclaggio. Le autorità hanno sequestrato la ragguardevole cifra di 23 milioni di euro da un conto bancario ufficialmente intestato allo IOR (Istituto di Opere Religiose).


Di tutta risposta il Vaticano ribatteva con perplessità e sgomento rispetto alle accuse ipotizzate dalla magistratura.

La banca del Vaticano sta contravvenendo alla legislazione che l’obbligherebbe, così come tutte le altre banche, a rendere note le informative circa le proprie operazioni finanziarie.

Già più di un anno fa gli investigatori italiani avevano individuato transazioni della Santa sede dell’ammontare di milioni di euro che risultavano non rispettare le regole antiriciclaggio. Il Vaticano ha usato la propria banca come paravento per nascondere crimini come la frode e l’evasione fiscale.

Come tutti i lettori di Rinascita ben ricorderanno il Vaticano era già stato coinvolto in un grande scandalo nel 1982, quando coinvolto nella bancarotta della più grande banca privata italiana (il Banco Ambrosiano). A quel tempo il temibile prelato statunitense monsignor Paul Marcinkus, era a capo della Banca che fu dimostrato poi essere collusa con la criminalità organizzata e attività terroristiche di varia natura.

Credo che le truffe e le bufale di natura religiosa sfruttino quelli che possiamo definire dei potenti processi psicologici a cui l’uomo è soggetto. Questi processi sono gli stessi che hanno fatto si che il genere umano sopravvivesse e creasse arte e tecnologia ma nello stesso tempo hanno anche trasformato l’Homo Sapiens in un sempliciotto credulone.

Da che mondo è mondo il clero ha abusato della fede dell’essere umano. In varie diocesi su tutto il globo, i capi della chiesa cattolica sono ben lontani dal correggere il tiro verso quelle stesse vittime di abusi verso i quali fanno urbi et orbi dichiarazioni di pace e di riconciliazione.

Anche durante questa recente ondata di processi riguardanti reati subiti da vittime “non adulte”, la chiesa reagisce più come una organizzazione di affari che come una sacra istituzione. Le ricche diocesi hanno affermato di essere sull’orlo del fallimento e procedono drasticamente con le procedure di bancarotta. Solo quando costretti ad aprire i propri libri contabili durante il procedimento fallimentare è risultato chiaro che diverse di queste diocesi erano state in realtà riempite di asset il cui valore sarebbe stato reso disponibile per le vittime degli abusi che chiedevano risarcimenti.

Richard Dawkins (etologo, biologo e divulgatore scientifico britannico) e Christopher Hitchens (giornalista anglo americano) hanno dichiarato al Sunday Times che ritenevano possibile far arrestare Benedetto XVI, durante la sua recente visita in Gran Bretagna. Hanno contattato alcuni legali per valutare la fattibilità di un’azione legale legata alla copertura di casi di preti pedofili, di cui sarebbe stato responsabile Joseph Ratzinger quando era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. L’intento sarebbe quello di applicare gli stessi articoli di legge che consentirono, nel 1998, l’arresto dell’ex dittatore cileno Augusto Pinochet (ricordiamo tra l’altro in questo articolo agli smemorati che ne avessero bisogno che Pinochet venne benedetto insieme alla sua consorte dal tanto amato e venerato Papa Giovanni Paolo II).

Il Papa in questione e in generale i Papi non godrebbero di immunità diplomatica in quanto lo Stato vaticano è riconosciuto dalle Nazioni Unite solo come stato osservatore e non come Stato regolare.

Proprio durante la recente visita di Benedetto XVI oltremanica alcuni attivisti hanno lanciato campagne di protesta contro il Papa per dimostrare pubblicamente riguardo al fatto che Ratzinger non ha rilasciato importanti file, che avrebbero inchiodato i predatori di bambini del Vaticano, non ha dunque collaborato alla cattura e alla punizione dei colpevoli.

Sarà pure un caso ma il quadro preferito da Sua maestà d’Inghilterra è “la lapidazione del Papa da parte degli evangelisti”, che meraviglia ancora oggi giornalmente, migliaia di visitatori presso l’ Hampton Court Palace vicino Londra.

Per decadi, il clero ha abusato sessualmente di miglia di bambini. Questi sono crimini terribilmente seri e la gerarchia della Sacra Romana Chiesa è stata sistematicamente coinvolta nella copertura di tali misfatti, nascondendo i colpevoli alla giustizia ed evitando i processi, così facendo ha permesso il perpetrarsi di tali reati nel tempo. L’omertà ha raggiunto i vertici del Vaticano e pare ci siano questioni che implicherebbero lo stesso Papa Benedetto. Questi quando era a capo della Congregazione per la Dottrina della Fede era al corrente riguardo ad alcuni di questi casi e ne avrebbe egli stesso coperto alcuni. Se questo non è crimine organizzato!

In Inghilterra, dove mi sono recato la settimana scorsa per motivi di lavoro, ho avuto modo di leggere posizioni decise e taglienti su tale argomento, c’è chi afferma pubblicamente che “il Vaticano non sia uno Stato ma un Gay club. Non ha una popolazione permanente, nessuno vi è nato ed ha un territorio di appena 0,41 chilometri quadrati. Un giardino di gay nel centro di Roma con dei poderosi palazzi costruitivi sopra. L’idea che un leader religioso che viva in questo giardino debba godere di tutte le cortesie e i privilegi di un Capo di stato al pari di un presidente è una sorta di farsa.”

Solo per il fatto che molte persone pensano che il Vaticano sia uno Stato sovrano, ciò non fa del Vaticano uno Stato. Benito Mussolini, lo inventò come tale nel 1929. a quel tempo il pontefice era Pio XI che “elesse” il dittatore come “uomo della provvidenza”. Sono quasi certo che un buon gruppo di avvocati decisi e motivati potrebbe tranquillamente dichiarare il Vaticano al rango di “non Stato”. In tal caso il Papa potrebbe facilmente essere arrestato per i suoi crimini e comunque la società civile dovrebbe, senza aver paura di andare all’inferno, non tollerare alcun tentativo della Chiesa Cattolica di scappare alla giustizia.

Le religioni hanno forse lo stesso diritto di esistenza dei Club calcistici e dei sindacati o dei partiti politici ma se io e un gruppo di amici fondassimo la “Chiesa delle fate del giardino” non credo che otterremmo facilmente lo stesso diritto di incontrare capi di Sato o di usufruire di soldi pubblici per le nostre “scuole di fata”. E se noi non avessimo diritto a questi privilegi non vedo perché altri uomini in gonnella possano avvalersene. Per motivi storici e per l’alone di mito che li circonda la Chiesa detiene un’ eccessiva influenza verso la società e questa è una cosa che nel 2010 andrebbe urgentemente cambiata.

Le chiese alle prese con miriadi di abusi sessuali, sono state toccate pesantemente dalla rivelazione riguardante il furto di miliardi di euro, da una ragioneria opaca e fumosa e da stravaganze neobizantine. Mentre la fedele gente comune viene forzata a fare sacrifici e sforzi per sopravvivere, la maggior parte dei vescovi gode dei privilegi che la potente e ricca chiesa romana gli concede.

Da molte parti ormai questa sfacciata disparità, insieme all’indebita appropriazione e alla cattiva gestione suggerisce ai fedeli di farsi domande più stringenti circa gli alti ufficiali della Chiesa.

Molti vescovi sono accusati di nascondere il problema, proprio come nel caso degli abusi sessuali.. I vescovi sono determinati a non permettere a nessuno di guardare dietro la tenda, nel loro mondo parallelo fatto di conti bancari e di beni nascosti che in molti casi hanno sostenuto il loro potere per interi secoli. I reali beni della chiesa invece rimangono nascosti nell’ombra, come scarafaggi.

Il patrimonio della chiesa, accumulato nel corso dei secoli, è fonte d’investimento in molte aree di affari come il mercato immobiliare, le banche, l’accademia, gli ospedali, le fabbriche di birra, la terra e i vigneti, le società di media. La chiesa fa profitto anche derivante da azioni societarie, fondazioni, lasciti. Di regola tutto questo denaro confluisce nelle casse dei vescovi. Solo i vescovi e i loro più stretti collaboratori sono a conoscenza del budget di questo losco giro d’affari che le autorità di polizia fiscale non sono tenute a controllare. I bilanci pubblici delle diocesi corrispondono sempre a cifre molto lontane dalla disponibilità delle loro stesse finanze.

Questa bizantina e complicata organizzazione è gestita con una tale segretezza che neanche i responsabili finanziari delle diocesi stesse ne discutono apertamente durante gli incontri ufficiali e rende di difficile comprensione il sistema a coloro che sono estranei a questa organizzazione.

A secondo della diocesi di appartenenza, gli amministratori dei fondi della chiesa possono diventare membri del consiglio delle tasse, di un pannello delle tasse diocesane di un board finanziario o amministrativo, qualche volta i beni vengono anche fatti ricadere su fondazioni per distogliere l’attenzione dei controllori.

I governi, compreso quello italiano ovviamente, che vergognosamente sconta il pagamento dell’ICI alle casse del Vaticano, pagano sostanziali parti del loro bilancio per la manutenzione, la costante cura delle cattedrali e per la costruzione di nuove chiese. La maggior parte dei governi paga gli stipendi agli insegnanti di religione e in alcuni Paesi (come la Grecia) il governo paga uno stipendio agli appartenenti al clero. Sostanziali aiuti vengono pagati per conferenze organizzate dalla chiesa, librerie gestite dalle chiese e dalle parrocchie, pastori che assistono uffici di polizia, detenuti, militari e istituzioni psichiatriche. Altri ingenti benefici provengono dai comuni e vanno verso i vescovi locali, questo costume è basato su accordi vecchi di secoli che i politici moderni non hanno mai ritenuto necessario rivedere. La chiesa cattolica a suon di costosi spot (specie in tempo di dichiarazioni di redditi, onde accaparrarsi la benevolenza di qualche ricca pecorella smarrita e del suo relativo otto per mille) ci tiene a sottolineare quanto faccia per i poveri e i più deboli, quanto sia attiva nella promozione della coesione sociale, ma i governi pagano conti ben salati per questo servigio.

Alla luce di questi ultimi, solo in ordine cronologico, episodi, la crisi delle vocazioni e di credenti è palese non solo per la chiesa cattolica ma anche per gli altri riti. Il dio denaro la cui messa viene officiata giornalmente nelle borse valori di mezzo mondo da Wall Street a Tokio passando da Milano e Francoforte, con aggiornamenti continui attraverso i media, ha preso il sopravvento. Gli stessi clericali sembrano adorare più il dio denaro che qualsiasi altra cosa.

Nel 1966 John Lennon, in una manifestazione di isteria collettiva chiamato beatlesmania affermava che i favolosi quattro erano più famosi di Gesù Nazareno e continuò la sua profezia asserendo che la cristianità sarebbe scomparsa. Quella stessa manifestazione di isteria collettiva chiamato beatlesmania aveva tratti analoghi alle poco salubri estasi religiose che ancora sono disseminate in tutto il mondo. Non sappiamo se la profezia di Lennon si avvererà e nel caso quanto presto accadrà, per il momento però sembra che gli artefici della scomparsa della cristianità siano gli alti prelati del Vaticano stesso e non certo i sopravvissuti ragazzi di Liverpool.

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