giovedì 1 luglio 2010

VIP-reghiamo di pagare le tasse





A lanciare la moda qualche anno addietro fu una nota banca Toscana che ebbe l’idea di affidare alla costosa voce del compianto (come artista) Pavarotti la propria pubblicità. “conti perché non sei solo un conto” recitava lo slogan. Peccato che sul conto in banca del tenore ci fosse andato qualche milioncino di euro in più, sfuggito però al fisco italiano quindi a tutti noi, ai nostri ospedali, alle nostre strade e alla nostra disastrata situazione di cassa, sempre pronta ad essere risanata con un nuovo, urgentissimo DPEF che mette le mani in tasca ai meno abbienti del paese.
Ma la lista degli evasori/elusori fiscali in Italia è lunga e complessa. Proprio pochi giorni fa sono stati resi noti i nomi di oltre mille persone che avevano portato i loro guadagni in quel di San Marino per evadere il fisco italiano, scorrendo la lista i cosiddetti VIP non mancano, il cantante Zucchero (che ironia della sorte o “intesa artistica completa”spesso ha duettato con lo stesso Pavarotti). A nutrire la lista anche il presidente del Cesena Calcio Igor Campedelli, il rappresentante di un Made in Italy molto particolare, il pornoattore Rocco Siffredi che pare aver evaso il fisco per circa due milioni di euro, le indagini in questo caso sono ancora in corso e Siffredi si è affrettato a chiarire pubblicamente la propria posizione in materia fiscale.
Addirittura la nota sciatrice altoatesina Denise Karbon, appartenente al gruppo delle Fiamme Gialle (quindi Guardia di Finanza) pare sia stata “pizzicata” dai colleghi per dei movimenti di capitali all’estero, che slalom gigante, complimenti!
Ma tornando al tema della pubblicità, siamo sicuri che sia proprio una decisione acuta per le aziende essere rappresentati da un evasore del fisco? Prendiamo il caso del dottor Valentino Rossi, inflazioinatissima la sua immagine e non solo per meriti sportivi. Come già denunciato dal sottoscritto nelle pagine di Rinascita, grida allo scandalo la Laurea assegnatali Ad Honorem da qualche esamificio moderno che pretende di chiamarsi Università. Ma poi, oltre al danno la beffa, dopo i guai col fisco, risanati in forma ridotta (privilegio che non si è ben capito perché debba spettare ai VIP e non a chi prende una multa per divieto di sosta) ce lo ritroviamo con la sua voce acuta e strillante quanto una vuvuzela a gridarci i suoi consigli per gli acquisti e a guadagnar altri soldi con la pubblicità?
Propongo una cosa che già faccio da consumatore oculato e che forse potrebbe far cambiare idea alle aziende italiane, sicuramente più di quanto una tanto decantata Responsabilità Sociale d’Impresa, che dovrebbe essere guardiana di un’eticità latitante. Iniziamo a boicottare i prodotti e servizi o comunque a evitare di dare la propria preferenza ai marchi pubblicizzati da evasori fiscali. Diffondere questa buona pratica potrebbe indurre le aziende a scegliersi dei rappresentanti migliori sul video, per radio o sulla carta stampata, a lungo andare forse potrebbe anche far riflettere i VIP sulla possibilità di perdere qualche ingaggio importante, insomma potrebbe creare un circolo virtuoso che mai come oggi sembra necessario per iniziare a fare un po’ di pulizie nel grande circo mediatico e di business italiano.

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