martedì 20 luglio 2010

Cesare Silviolo: il de bello fallico


Se lui è Cesare, come risulta essere dai verbali riguardanti la nuova Propaganda 3 e il sistema di corruttela orchestrato per l’occasione, mi chiedo perché non raccolga le sue barzellette a sfondo sessuale e i racconti personali (ormai la commistione fra la realtà e la fantasia è totale) in un de bello fallico edito dalla figlia Marina Berlusconi per Mondadori.

Non perde occasione il premier in ogni intervento pubblico per fare racconti, allusioni e dichiarazioni di virilità. Quanti dei lettori ricordano, fra le altre, la gaffe con la presidente Finlandese Tarja Halonen, che “Cesare” si vantò di aver conquistato? Lo scivolone costò all’Italia una formale quanto imbarazzante protesta diplomatica da parte di Helsinky.

Proprio come Cesare alla conquista della Gallia, Berlusconi ebbe a dichiarare che adorava la Francia e continuava ad amarla, bastava contare le fidanzate avute in quel Paese.

Potremmo continuare veramente all’infinito nella raccolta di gaffe su tale scottante argomento: dalle dichiarazioni imbarazzanti sul presunto flirt fra la ormai ex moglie Veronica Lario e Cacciari ai “complimenti” verso le sue “collaboratrici”: “al contrario della Bindi, sei più bella che brava” disse una volta alla Beccalossi in occasione di un convegno pubblico a Brescia, non rendendosi conto di aver fatto una doppia gaffe con salto mortale.

In occasione di una visita ufficiale in Ungheria consiglia ai giornalisti di farsi dare dal premier ungherese “qualche buon indirizzo”.

Dell’immobiliarista, poi ammanettato, Stefano Ricucci dice: “Macchè povero Ricucci, ha una cosa che tutti gli invidiamo!”, alludendo alla di lui allora moglie Anna Falchi.

A completare lo squallido scenario, le tante, dubbie nomine a cariche importanti di signorine che in quanto a meriti politici hanno tutto da dimostrare, le riunioni e i festini con veline, escort, aspiranti (in senso stretto) ministre, donne belle ma vuote e prezzolate che hanno frequentato le Ville di “Cesare” e purtroppo frequentano anche i palazzi dove si decidono i nostri destini di cittadini dell’Impero.

Insomma aspettando un Brutus liberatore (che arrivi e compia la “Rinascita” sotto forma di legge e non di pugnale) potremmo dilettarci almeno con un de bello fallico che distrarrebbe l’opinione pubblica in mancanza di mondiali di calcio, non è questo che vuole anche Cesare?

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