mercoledì 28 aprile 2010

Mini-stero buffo


Come avviene ultimamente nella partita mediatica che “muove consensi”e poltrone, i proclami di vittoria e di efficienza in questo governo avvengono prima che la partita stessa sia terminata. Ecco che qualche anno fa gli abitanti della Capitale hanno potuto assistere all’inaugurazione del nuovo GRA (Grande Raccordo Anulare) quando ancora oggi parti di questo giacciono allo stato di cantiere a cielo (e portafogli collettivo) aperto.
In questi giorni, l’efficientissimo mini-stro della Pubblica amministrazione e l'Innovazione Brunetta dall’alto della sua posizione, dopo la “trombatura” elettorale veneta in favore degli alleati leghisti, da buon operoso uomo, dedito al lavoro, si è dato da fare per mettere a segno un altro colpo, purtroppo solo mediatico, e ha fatto il passo più lungo della gamba, cosa in verità non difficilissima nel suo caso. La pomposa inaugurazione della “posta certificata”, annunciata sulle televisioni nazionali, che avrebbe dovuto snellire i rapporti tormentati tra cittadini e Pubblica Amministrazione non ha purtroppo avuto riscontro pratico per i numerosi utenti che, come lo scrivente, hanno cercato di registrarsi al servizio. “E’ stato raggiunto il numero massimo di connessioni. Rirpovare più tardi, Grazie” ci dice un’ammiccante brunetta (questa non ancora “ministra” della Repubblica Italiana).
Sempre all’indirizzo internet www.postacertificata.gov.it, dopo una prima pagina introduttiva che spiega le ragioni del servizio, come funziona e come ci si registra troviamo l’area d’identificazione, due profilazioni: una con “servizi base” e una con “servizi avanzati”.
Ma sul lato destro della stessa pagina udite udite un magnifico filmato dell’inaugurazione sulla panacea contro la burocrazia cartacea in cui, partendo da spezzoni d’epoca in bianco e nero che mostrano polverose carte, uffici e impiegati datati, si arriva nientemeno che al mouse e a situazioni di vita moderna che trasudano benessere e tecnologia da tutti i pixel. In puro stile televendita mediaset, case eleganti con connessioni senza fili, famiglie felici tutte dedite alla nuova documentazione tecnologicamente avanzata.
Strano che facendo un giro per le strade del nostro Paese si vedano ancora le file davanti agli uffici postali (con le immancabili macchine in doppia fila e i vecchietti che non trovano la penna né i moduli per compilare la documentazione da consegnare allo sportello e con i furbetti che con la scusa di “chiedere solo un informazione” spendono ore allo sportello).
Sarà forse perché stiamo festeggiando una modernizzazione che ancora è lontana da venire? Ovviamente ai grandi statisti, comunicatori nostrani, quello che interessa non è l’efficienza dello Stato e della Pubblica amministrazione ma il “percepito” dall’elettore e magari l’appalto per la costruzione del sito dedicato, per il filmato etc. tutto l’indotto quindi che crea posti di lavoro a 300 euro al mese per giovani disperati nelle mani di agenzie del lavoro e che addolcisce le statistiche sulla disoccupazione reale.
Ovvio che chi non debba confrontarsi giornalmente con una fila alle Poste, con il pagamento di una bolletta, o con una raccomandata (da fare e/o ritirare), il bombardamento mediatico che dichiara l’Italia libera dalla schiavitù burocratica del cartaceo fa presa rapida e trasmette efficienza e modernità che sono ancora un miraggio per gran parte degli uffici pubblici nostrani.
Ancora una volta quindi la discrepanza fra reale/vissuto e quanto invece trasmesso via etere, è palesemente tangibile.
Pregheremmo quindi il prossimo Ministro di turno di porre maggiore attenzione prima della successiva, pomposa inaugurazione, altrimenti rischierebbe di essere a capo dell’ennesimo mini-stero buffo.

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