sabato 17 aprile 2010

Cenere alle ceneri





Ormai le esequie fanno più proseliti delle elezioni, l'affluenza alle urne funerarie vince di gran lunga rispetto alla risposta dei cittadini chiamati a votare in tempo di elezioni politiche, sebbene anche per Vianello si conti un calo di affluenza rispetto ad Alberto Sordi.
Il fenomeno del funerale di massa, rito collettivo volto a esorcizzare thanatos e a celebrare la memoria del de cuius è cosa antica quanto l'uomo stesso, ma nel mondo globalizzato (a partire da Lady D in poi) è diventato rito mondano e da copertina di magazine, protagonismo di massa spinto al massimo, quasi status symbol testimone di un'amicizia arrivata un attimo in ritardo con il VIP ancora tiepido.
Colpa anche di certa informazione che, non rispettando la memoria e il dolore di un momento così particolare e unico, alimenta questo voyeurismo necrofilo piazzando maxischermi e telecamere fin quasi dentro le bare dei defunti.
Anche i “becchini 2.0” (due punto zero, ovvero di nuova generazione telematica) quelli che diffondono il finto dolore, il finto rispetto e le frasi ad effetto via Facebook et similia si sono aggiunti a questa lunga lista di celebratori di rito funebre, moltiplicando commenti, pareri, voci, tutto il rumore cioè che non dovrebbe esser fatto in certi momenti. Basterebbe imparare dal mondo animale per capire come comportarsi “civilmente” di fronte alla morte.
La chiesa, che ha il monopolio delle anime ed è in profonda crisi, ovviamente alimenta la superstizione e ne amplifica l'effetto così che ci troviamo oggi nell'aprile 2010, volenti o nolenti, semplicemente collegandosi a internet, aprendo un giornale o sbirciando la televisione a “dover” far parte del funerale di Raimondo Vianello: “gran signore”, “gentiluomo”, “impeccabile e mai volgare” (dote quest'ultima vera e innegabile ma che ci sembra strana e/o inusuale solo perchè “ci siamo scelti” tutt'altro stile televisivo grazie alle reti del premier e ai reality dove morti viventi spiano le non vite di altri zombie).
Sull' humor di matrice anglo sassone e sull'eleganza nei modi del signor Vianello, nessuno discute come detto prima, ma chi scrive non può e non vuole dimenticare l'irruzione televisiva che il de cuius e la sua signora fecero in un momento cruciale della vita politica italiana, quando cioè insieme ad altri artisti, sensibili e grati specialmente agli emolumenti del Silvio nazionale, scesero in campo insieme e per il loro padrone, per fare un appello di voto, non richiesto e contro le regole della democrazia e della civiltà. (cfr. http://www.youtube.com/watch?v=ns6r_0ekV5s)
Quella fu una caduta di stile in controtendenza rispetto al personaggio Vianello, per me quello fu un giorno più triste di oggi. Il giorno in cui il simpatico, allampanato, sportivo, elegante, ironico e autoironico Signor Vianello svendette la sua arte e la sua classe ad un volgarotto arricchitto e con pochi scrupoli. Tutt'altra cosa rispetto alle scelte, discutibili ma sicuramente coraggiose, che avevano contraddistinto la gioventù politica di Vianello.
Ecco perchè la morte non può e non dovrebbe cancellare la memoria delle cose fatte in vita, ecco perchè la folla dovrebbe tacere e non fingere un improbabile dolore, malato di solo protagonismo mediatico. Tutti, dietro le transenne, in fila come capre, pronti a rilasciare una dichiarazione a Studio Aperto il non telegiornale, travestito da tale, delle reti Mediaset. Tutti a gridare il proprio dispiacere e a prendersela con il più scontato degli eventi umani dal giorno in cui si nasce.
E' poi curioso e quasi mistico vedere in questi giorni come la terra del nord ci ricordi l'adagio “cenere alle ceneri”, la domanda che mi sorge spontanea vedendo questo vulcano emettere in cielo materiale magmatico è: quanti cervelli sono stati inceneriti dalla stupida TV e dalla sciocca informazione?

1 commento:

  1. Vedo che sei sempre tu, ironico e tegliente.
    Condivido su tutto: il dispiacere per l'artista e il ricordo di quello scivolone berlusconiano.
    Soprattutto condivido il silenzio rispettoso con cui si dovrebbe lasciare volare via.

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