martedì 6 ottobre 2009

Mud & Glory






Mud and Glory (Fango e Gloria) è il motto dei rugbisti anglosassoni, oltre ad essere una marca di abbigliamento per gli amanti della palla ovale, ma anche noi italiani potremmo farlo nostro per i motivi che mi accingo a scrivere.

Le ultime (in ordine ne-cronologico) vittime di Messina sono l’ennesima dimostrazione della fragilità idrogeologica del nostro territorio, situazione che, accompagnata alla forte caratterizzazione sismica italiana rende il Paese un posto pericoloso dove costruire.
Nonostante queste sfortunate premesse il territorio italiano è stato a più riprese nella sua storia dilaniato e violentato dalla cementificazione selvaggia nonché abusiva o clienteralmente regolata.

Ma la cosa che più di tutte grida vendetta è la crescita smisurata degli agglomerati urbani proprio lì dove la terra sembra essere più “nervosa” o potenzialmente pericolosa, basti pensare a quanta gente vive alle falde (e in alcuni casi fino quasi in cima) di vulcani attivi come il Vesuvio e l’Etna.

La storia e la statistica avrebbero dovuto aiutare coloro che si sono autodefiniti Statisti a pensare e a prendere provvedimenti.
Se sommiamo i morti di solo alcuni fra i maggiori degli eventi sismici (solo sismici) degli ultimi 100 anni (elencati di seguito) otterremo l’equivalente della popolazione di una città come Reggio Emilia.

6 aprile 2009 L’Aquila 6.3 Richter
26 settembre-ottobre 1997 Umbria e Marche Due scosse di 5,7 e 6,1 Richter
23 novembre 1980 Irpinia e Basilicata 6,9 Richter
6 maggio 1976 Friuli 6.4 Richter
15 gennaio 1968 Belice, Sicilia 6.4 Richter
23 luglio 1930 Vulture 6.7 Richter
7 settembre 1920 Garfagnana e Lunigiana, Toscana 6.4 Richter
13 gennaio 1915 Avezzano – Abruzzo 7.0 Richter
28 dicembre 1908 Messina e Reggio Calabria 7.2 Richter

Fatta questa premessa cerchiamo di capire cosa dovrebbe fare uno Stato civile a tutela dei propri cittadini, della loro incolumità e a tutela del territorio:

Avere dei piani regolatori intelligenti e pensati per far crescere in maniera armonica il territorio e la popolazione, possibilmente senza distruggere la natura e l’ambiente ospitante;
Pensare dei piani di evacuazione per i grandi agglomerati urbani a rischio (Napoli e Catania sono solo due fra gli esempi macroscopici di realtà pericolose e affollate);
Radere al suolo tutte le costruzioni abusive e non condonarle ad ogni mandato di governo onde raccogliere briciole in termini di denaro e distruggere il già agonizzante senso civico italiano;
Cercare di investire in opere che ci mettano all’avanguardia sui criteri di sicurezza e di rispetto dell’ambiente piuttosto che cercare facile gloria in “grandi opere” magari commissionate a società amiche.

Purtroppo questa sembra fantascienza per l’Italia e per gli italiani che sembrano volersi suicidare ad ogni turno elettorale. Qualcuno sa spiegarmi fin dove può spingersi l’autolesionismo dei siciliani o comunque della maggioranza di questi (sebbene ormai la metastasi si sia allargata a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale) che ogni volta che possono mandano nelle istituzioni il residuato del peggio oltre ogni immaginazione?
Quante altre vittime e quante altre gloriose inaugurazioni dobbiamo aspettarci dai boiardi di Stato?
Forse è per tutte queste semplici domande che possiamo anche noi, con i sudditi della Regina, sentirci parte del motto Mud & Glory di oltremanica.

Nessun commento:

Posta un commento