domenica 6 settembre 2009

Speculatori della speculazione


A detta di Panorama Economy (n°41 del 10 ottobre 2007), la crisi dei mutui subprime o “mutui spazzatura” avrebbe promosso l’emergere di una nuova figura professionale l’estingusher o estintore di mutui “in sofferenza”. In breve si tratterebbe di giovani rampanti, piccoli Ricucci in pectore a detta di questa fonte, che molto semplicemente e con “magnanimità” andrebbero in cerca di mutuatari in difficoltà anche nel nostro paese ai quali offrirebbero di riscattare il mutuo residuo per di più maggiorato di un quid premiante, trovando contestualmente un compratore in grado di sborsare la somma anticipata dal nostro estinguisher naturalmente comprensiva di un premio per quest’ultimo e per la sua “imprenditorialità”.
Come sempre nel pieno spirito berlusconiano, non solo vi è il “lieto fine per tutti” ma non emerge neanche il dubbio che dove ci sia il facile guadagno ci sia puzza di bruciato.
Chi non leggerebbe nella favoletta sintetizzata la subliminale suggestione verso un giovane lettore disoccupato o occupato precariamente a stipendio di fame, che la situazione in cui si trova è dovuta alla sua scarsa iniziativa o scarsa imprenditorialità?
I più colpiti da questo magistrale articolo di giornalismo economico non dovrebbero infatti mancare di farsi dare un colpo di stiro al vestito buono dalla mamma e farsi prestare la borsa di pelle dal papà e così da “bamboccioni” pentiti intraprendere la nuova strada verso il successo.
Come? Semplicemente dal mattino seguente, andando casa per casa chiedendo “scusi lei ha un mutuo in sofferenza”?
Naturalmente se il nostro giovane eroe ha anche frequentato una buona business school saprà che non deve battere i quartieri alti ma l’urbanistica della borghesia in via di sottoproletarizzazione. Dov’è la mistificante ideologia in tutta questa storia? E’ presto detto. Immaginando che qualcuno sia interessato e quindi accetti la proposta di recarsi con il nostro ipotetico estinguisher dal notaio, dovrà dare il tempo che si trovi un acquirente. Naturalmente in questo caso la ricerca da farsi è nei quartieri alti. Ammettendo che sin qui tutte le porte si siano aperte permettendo a domanda e offerta di incontrarsi (eventualità molto improbabile data la crescente pericolosità del vivere civile nel nostro paese) dal notaio si svelerebbe il bluff del raccontino narratoci. Il nostro “bamboccione” pentito scoprirebbe di non poter portare a termine l’operazione mancandogli il “capitale” necessario per comprare e quindi rivendere. Insomma scoprirebbe che i suoi professori, i libri su cui ha studiato economia e il giornalista di Panorama Economy gli hanno taciuto il fatto che egli vive nella jungla del tardissimo capitalismo, quello finanziario dove più che mai il danaro pretende di generare danaro.
Quindi se questa figura di avvoltoio immobiliare realmente esiste, presuppone che si tratti di giovani sguinzagliati dalle grandi società immobiliari che nella circostanza speculerebbero sui danni da esse stesse procurate. Siamo dunque lontani dal lieto fine propinatoci dal magazine economico di Berlusconi. Siamo certi che non avremmo risposta ma vorremmo chiedere all’autore del “bel pezzo” che ci ha ispirato, ma dove sono andati a dormire i primi mutuatari in sofferenza salvati dall’intraprendenza del nuovo professionista? Siccome tutto l’apologo si regge sull’implicita ipotesi dell’aumento progressivo dei prezzi delle case, appare evidente che i primi miracolati dovranno abbassare la qualità delle loro abitazioni passando per esempio da due stanze ad una o se ne avevano una muoversi verso il garage oppure da questo su una bella baracca “vista Aniene”.

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