domenica 6 settembre 2009

Gomorra 2008, un'ottima annata


Non ci stupisce come, con precisione ciclica sia scoppiato in questi ultimi anni il "fenomeno Saviano". A partire dagli anni '70 con l'uscita nelle sale cinematografiche mondiali de "Il Padrino" di Francis Ford Coppola infatti, il made in Italy si è arricchito di un altro prodotto DOC che, rappresentando il bel paese nel mondo, non teme crisi ed è fonte di insospettabili guadagni e fama: le saghe mafiose nostrane.

Tali capolavori di critica e pubblico a (s)cadenza decennale infatti non esitano a descrivere i meccanismi della "manovalanza mafiosa" quella ad effetto, fatta di violenze inaudite e colpi di scena, perfetti per i copioni cinematografici e/o televisivi.

Dimenticando però "casualmente", le connessioni che permettono alle mafie stesse di esistere e le loro ramificazioni nei palazzi del potere politico.

Dimenticanza che permette tra l'altro a "capolavori" come "La Piovra"(dalla prima alla n+1) fino all'"opera" dell'ultimo "guaglione coraggioso"Saviano, di riscuotere un successo trasversale e quasi inattaccabile, persino in quei palazzi stessi dove la mafia e la camorra sono, oggi più che mai, ben radicate e proliferanti.

Fra i più strenui difensori di Saviano troviamo, non a caso gran parte dei PDmenoELLE della scuola capalbiese o giù di lì. Loro abituati a flirtare col potere (anche quello più chiacchierato ormai) sanno che rimanere in superficie (o forse dovremmo dire "galleggiare" sdenza riferimento alcuno) specialmente in certi ambiti così delicati, è una tattica per risultare "puliti" agli occhi del "pubblico, conservare quel "consensus" di gran parte degli ingenui - pronti a bersi, illudendosi di essere a posto con la coscienza, un ottimo Gomorra annata 2008 doc -e dare fastidio al potere, ma non troppo.

sorvoliamo sugli effeti di questa "geniale" strategia politica che ha ormai consegnato il paese al non Pensiero, neanche a quello unico, più che al neonato partito unico.

Ci piace invece ricordare chi fra tanti altri, come i Giudici Falcone e Borsellino, alla lotta contro le mafie hanno dedicato la propria vita, combattendoe morendo per i diritti dell'uomo piuttosto che per i propri diritti d'autore come Saviano.

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