lunedì 25 agosto 2014

Le virali docce scozzesi per sciacquare le coscienze sporche


Che la stupidità sia virale è noto da molto prima dell’avvento dei social network, il detto popolare sulle mamme degli stolti sempre in stato interessante ne è riprova. Fa comunque sempre effetto, e stupisce, vedere come il dilagare del non pensiero mieta vittime ad ogni latitudine.
Mi riferisco alla (purtroppo) moda pluri-inflazionata dell’ ALS Ice Bucket Challenge, ovvero della nobile causa di raccogliere fondi di ricerca per la lotta alla SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) attraverso donazioni stimolate da un gesto che , per via dell’acqua fredda, per qualche secondo dovrebbe indurre rigidità muscolare, così come la terribile malattia degenerativa.
Purtroppo però lo strumento mediatico per raccogliere fondi, ovvero la secchiata d’acqua fredda e le sue “nomination”, hanno in poco tempo invaso il web, le televisioni e il gossip dei decerebrati che commentano così “hai visto VIP n°x che si è buttato acqua fredda addosso”? Ad ogni angolo, manco fosse una notizia.
Ma, altro piccolo particolare, non sempre, o quasi mai, al gesto ardito e coraggioso (con oltre 30 gradi centigradi a chi non farebbe piacere una rinfrescata?) di tali “VIP”  corrispondono le donazioni per combattere la SLA. Ovvero come spesso accade nel magma di superficialità che ci circonda, ci si dimentica del fine per cadere nel selfismo egocentrico dei protagonisti e nella “provocazione” delle nomination, ovvero dei prossimi docciaroli chiamati in causa dal personaggio pubblico precedente. Da qui ho coniato il termine “doccia scozzese” ovvero, come nella credenza popolare, la doccia del popolo “tirchio” o se si vuole parsimonioso, per antonomasia.
Quello che disturba il sottoscritto è la stupida viralità e la sua velocità di propagazione tra il popolo. Nel mondo del politically correct a tutti i costi, dove solo poche settimane fa qualcuno si lamentava delle banane tirate in ballo dal numero uno della Federcalcio, a nessuno e dico nessuno di questi benpensanti è venuto in mente dello spreco di acqua fatto in occidente, che appare (e in fondo è) come uno sberleffo verso milioni di persone africane che per bere e lavarsi la mattina, appena si svegliano, devono fare chilometri di strada a piedi.
Allora, più che mai, queste docce fredde, o scozzesi come le ho ribattezzate, servono solo a tentare di lavare le sporche coscienze di chi guadagna troppo e troppo facilmente, distogliendo ancora una volta il popolino alienato dal problema della ricerca scientifica i cui fondi vengono tagliati dagli stessi politici che si “sacrificano” ad una rinfrescata estiva. Ancora una volta la massa abbocca e il divario fra pensanti e modaioli si fa più ampio e profondo, fino alla prossima iniziativa virale.
PS: per comprendere il vuoto pneumatico di idee, sostituite da gesti suggeriti e alimentati dalla sedicente civiltà della comunicazione suggerisco per chi ha avuto l’occasione di conoscerli o di averli senti almeno nominare, di pensare a un Togliatti o a un De Gasperi “nominati” o autonominatisi per sostenere le grandi battaglie ideali che pur hanno animato questo ex belpaese dopo la liberazione. C’è davvero da rabbrividire e non per l’acqua fredda.


Mosè (salvato dalle acque)

mercoledì 14 agosto 2013

Cinquanta Fumature di Gonadi














Non se ne può più delle mode, Oscar Wilde diceva che la moda è talmente brutta che deve essere cambiata ogni anno, ma quando la moda o il virus da Best Seller si diffonde nell'editoria diventa ancora più insopportabile. E' da tempo che mi affanno a sbeffeggiare i teatrini promozionali da Fazio & Company (ma in tutte le trasmissioni che si "rispettino" ce n'è uno) lì addirittura lo sponsorizzato Saviano è diventato azionista del format.

Il fenomeno non è nuovo e segue i canali del non - pensiero unico, è ancora viva in me la eco delle opere di Eco (Umberto), tanto rumore per nulla oserei dire, volendo citare uno scrittore classico di quelli seri.
Anche il noto best seller Alessandro Barricco  di aria sinistra e neo supporter del sindaco (assente perché sempre in tour) di Firenze, non fa eccezione a questi meccanismi distributivi dell’editoria di moda. Chissà anzi che, essendo sceso in campo in favore del finto alternativo di una impresentabile coalizione “democratica” non stia preparando il suo ennesimo “capolavoro” incompreso:  “i dolori del giovane Renzi”.

Ma untore e portatore di mode radiCAC chic è sempre più la testata fondata da Eugenio Scalfari (La Repubblica) (delle banane) che qualche giorno fa proponeva nella sua versione web, una fotogallery di personaggi ritratti sui tram, in treno, nelle sale d’aspetto, intenti a leggere l'ultimo assillo del momento le 50 sfumature di grigio che mi fanno fumare le sfere riproduttive. Diamoci un taglio, non posso dimenticare lo scoop fotografico dell’estate che ritraeva la (ex) Consigliera Lombarda Minetti su qualche spiaggia da VIP mentre leggeva “l’opera” di E. L. James, ho pensato che il libro dovesse contenere molte più immagini che battute tipografiche.

Ebbene queste mode fanno nascere in me istinti alla Goebels (falò di libri), preferirei leggermi gli elenchi del telefono che storie costruite per vendere e abbindolare milioni di inermi lettori, assillati dallo status di averlo, mostrarlo e dire di averlo letto, il successo del momento.

I milioni di ignorantoni che ci sono in giro riprendessero in mano qualche "classico" sempreverde della letteratura, magari è meno "trendy" come dicono loro ma forse imparerebbero qualcosa.

sabato 20 luglio 2013

Quanti di voi nella Capitale hanno assaporato un cornetto alle prime luci dell'alba, magari al ritorno da una serata fuori? E che strani luoghi le cornetterie dove si incrociano vite, destini e gente di tutti i tipi. Mio articolo sul Corriere di Roma -Online News che sancisce anche una nuova collaborazione, buona lettura.

http://www.online-news.it/2013/07/19/cornettour-viaggio-nella-notte-romana-e-nella-sua-moderna-“vita-dolce”/#.Ueq3cDtSi3H

venerdì 12 luglio 2013

Ucraina, un reportage primaverile da una terra di “facili conquiste” - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=21971#sthash.T1DZpnLY.dpuf


E’ una torrida giornata di inizio maggio quando atterro a Kiev per motivi di lavoro scendendo da un aereo stracolmo di italiani maschi di tutte le età, profumati con acque di colonia da supermercato e ringalluzziti da qualche bella ragazza che siede vicino a loro in aereo quasi a preannunciare una “vacanza di fuoco” da poter raccontare (ovviamente farcita di esagerazioni e leggende metropolitane a sfondo sessuale) al proprio ritorno agli amici del bar dello sport (o equivalenti moderni, foto su facebook, twitter, badoo etc.)
Kiev pare essere, per stessa ammissione nientepopodimeno che dei ben noti nazionalisti russi, la vera capitale della vecchia Russia, qui dovevo incontrare per un’intervista delle attiviste di Femen (proprio in questa terra è nato il movimento delle rivoluzionarie dalle tette al vento e qui risiede il loro quartier generale). Contatto una di loro che parla inglese e decido di prendere un appuntamento con lei via Skype mentre invece comincio a dirottare il mio interesse (giornalistico si intende) per un ragazzone di nome Maxim Golovin che porta avanti una precisa quanto originale battaglia contro il turismo sessuale nel proprio Paese.
Ma partiamo con ordine, Maxim è un imprenditore di successo, ha un avviato business di noleggio auto e deve aver re-investito parte dei propri guadagni in locali notturni dove le belle ragazze e “l’indotto da loro creato” non manca, quindi un ottimo giro di affari della nuova Ucraina che ricorda molto da vicino il modo di fare facili e veloci guadagni in Paesi capitalisticamente giovani.
Ho trovato online qualche filmato relativo all’attività “socialmente utile” di Maxim che prescinde dal suo business principale, i filmati li ho trovati abbastanza scioccanti e sicuramente originali e ben girati (filmicamente parlando), all’inizio ho pensato a dei video virali, addirittura dei fake (falsi) che avessero il solo scopo di racimolare tanti click con qualche finalità commerciale (mai sottovalutare il nuovo Dio che impera incontrastato su tutta la sterminata ex URSS, il denaro), invece ho potuto valutare di persona la genuinità dell’operato di Maxim e dei suoi fedelissimi amici e amiche.
Venendo al dunque, questo ragazzo di quasi due metri, benestante e con una certa spiccata imprenditorialità, si era stancato di sentirsi chiedere consigli su dove e come abbordare ragazze del posto facili e a pagamento da clienti stranieri che affittavano macchine (il suo business principale ribadisco) da lui.
Facendo una vita notturna abbastanza frizzante, per via della sua seconda attività, probabilmente Maxim si è trovato spesso di fronte alla stessa situazione, orde di stranieri in cerca di bellezze locali da conquistare a suon di dollari o euro o sterline o corone (scandinave).
Stando a quanto la stampa di tutto il mondo ha riportato, con il fenomeno calcio (nella fattispecie gli europei giocati in Polonia e Ucraina nel 2012) si spostano colonie intere di neobarbari alla ricerca di adrenalina facile che se non scaturisce da qualche giocata dei loro giocatori preferiti o dall’alcol che scorre a fiumi nei pre e dopo partita, può sempre essere sostituita o integrata con qualche facile, veloce e relativamente economica scappatella sessuale (sveltina ndr.) con le bellezze che l’Ucraina offre.
Insomma questa situazione, amplificata appunto dal fenomeno calcio e tifosi al seguito deve aver raggiunto dei limiti insoportabili per Maxim e per un suo gruppo di amici tanto da spingerli ad operare come segue:
una o più ragazze avvenenti si dilettano come esche (primanka) ad attrarre turisti sessuali (c’è solo da scegliere) in qualche locale o al centro della capitale ucraina fino a giungere al momento del dunque a portare il cliente in qualche stanza da letto, a chiedergli (rigorosamente in anticipo) la cifra pattuita per lo scambio di “effusioni amorose”, e fin qui sembra un “film già visto” da quando esiste il mondo, ma è qui che interviene la SWAT –Squadra speciale di “piazzatissimi” amici di Maxim, capitanati da lui stesso, i quali immobilizzano il cliente straniero, lo legano, lo deridono per il suo finto e ridicolo romanticismo mercenario e poi, dulcis in fundo, gli scrivono qualcosa addosso o gli fanno indossare una maglietta con su scritto qualcosa del tipo “Stop Sex Tourism” e lo lasciano nel bel mezzo di una strada trafficata alla berlina dei passanti. Tutto quanto appena descritto lo si può vedere nei video di Youtube di seguito.
http://www.youtube.com/watch?v=90LzmVJmZgw
http://www.youtube.com/watch?v=mzyDfNQBiOw
Incontro Maxim nel mio albergo alle 7 di sera, nella hall, lui si presenta in moto, leggermente in ritardo ma (forse è una carineria verso un italiano diverso dai turisti sessuali o forse è un modo per farmi capire che è benestante, e qui lo status è ossigeno) indossando una elegante polo della Ferrari che dice di amare come brand e come macchina, io ho con me anche una telecamera per registrare l’intervista, purtroppo la qualità del suono non è ottima per via del viavai di astanti che forse sono incuriositi dalla mia intervista, ecco comunque di seguito i punti salienti della mia chiacchierata con Maxim Golovin:
PO “Buona sera Maxim e grazie di essere venuto fino in hotel a rispondere alle mie domande, solitamente quando entri negli alberghi o nelle camere dislocate nella tua città lo fai per scovare qualche uomo che si vuole appartare con delle ragazze locali, che le vuole comprare ma in questo caso siamo qui solo per farci una chiacchierata”
MG “Ciao e buona sera”
PO – Domanda: “Come è nata in te l’idea di combattere il turismo sessuale in Ucraina? Prima degli europei di Calcio ospitati dal tuo Paese esisteva già questo fenomeno del turismo sessuale ed era più o meno diffuso di adesso”?
MG – Risposta: “L’idea, o anzi forse l’esigenza è nata durante il mio lavoro principale, mentre affittavo automobili a turisti stranieri, era l’autunno dello scorso anno (2012 ndr) non ce n’era quasi nessuno che non mi chiedesse consigli su dove sco..re una bella tr..ietta del posto, alla fine la situazione diventava esasperante ho addirittura scoperto da qualcuno di questi avventurieri che ci sono delle agenzie di viaggio, in Turchia ad esempio, che organizzano viaggi con la sola finalità di venire qui in Ucraina a fare sesso a pagamento e credo che questo fenomeno ferisse me e la mia nazione oltre che le donne del mio Paese”
PO – Domanda: “Durante la tua attività di cacciatore di turisti sessuali, hai fatto qualche calcolo statistico circa la nazionalità più rappresentata dai “clienti” che vengono in Ucraina per fare sesso”?
MG – Risposta: “Sì, certamente, vengono da tutto il mondo ma se devo fare dei nomi di nazioni ho notato che ci sono molti Turchi, Tedeschi, Olandesi, Italiani, Britannici e anche sempre più Scandinavi e qualche Americano, esiste poi un’agenzia di viaggi di piacere Ucraina che addirittura recluta e importa turisti sessuali dal Messico”.
PO –Domanda: “Dal momento in cui hai capito che c’era un problema dilagante riguardo a questo fenomeno del turismo sessuale fino al momento in cui hai agito, quali sono stati i passi intermedi”? Hai messo insieme un gruppo di amici qualche bella ragazza (esca tr. primanka) e ti sei dato da fare con una videocamera e qualche macchina oppure come ha funzionato?
MG – Risposta: ci tengo a specificare che non mi va di essere considerato leader o fondatore di un movimento di alcun gruppo di protesta, diciamo che ho una ristretta cerchia di amici di cui mi fido ciecamente, ma solo di loro per fare quello che facciamo e che si vede nei video. E’ singolare anche quello che ci capita quando becchiamo qualche turista sessuale, la maggior parte di loro ci offre denaro per non mostrare il loro video, tentano di comprare il nostro silenzio. Il fatto che ci conosciamo tutti e che ci fidiamo reciprocamente rende la nostra azione molto efficace, non potrei fidarmi di estranei, altrimenti potrebbero accettare i soldi dai turisti e rovinare tutto.
PO –Domanda: “Qual’è in definitiva la vera finalità del tuo agire? Vuoi semplicemente cercare di fare “le pulizie di casa” nel tuo Paese per renderlo un posto migliore? E qual’è al momento la cosa che in Ucraina ti disturba di più, oltre ovviamente ai turisti sessuali?
MG – Risposta: Sono ben consapevole del fatto che, in qualsiasi Paese, è impossibile eliminare il fenomeno della prostituzione al 100%. Diciamo che il mio sogno è che la gente inizi a visitare l’Ucraina per altri motivi diversi da quello sessuale, mi piacerebbe che venissero per ammirare la nostra architettura, la nostra natura, il nostro cibo e la nostra cultura. Per rispondere alla tua seconda domanda su cosa mi da’ fastidio oggigiorno in Ucraina, avrei bisogno di molto tempo. Diciamo che il pesce puzza dalla testa e devo dire che prima ero abbastanza attivo politicamente ma la politica mi ha deluso. Lavorare in maniera normale è difficile senza corruzione, ci sono miriadi di controlli partendo dai politici, passando dalle amministrazioni locali per finire ai semplici poliziotti. Per vivere e lavorare in pace qui ci sono solo due modi o non fare business oppure corrompere qualcuno, “oleare i meccanismi” e andare avanti così.
PO –Domanda: “Senti questa Maxim, la prima sera che sono arrivato a Kiev, seduto da solo in un bar e visibilmente stanco mentre organizzavo il mio lavoro con un tablet, ordino cibo e una bevanda e nonostante la mia ritrosia nel voler cercare facili amicizie, vengo avvicinato da due differenti ragazze nell’arco di soli 30 minuti, le quali si sono avvicinate e sedute (senza mio invito) al mio tavolo e hanno iniziato a flirtare con me in un italiano molto fluente (sicuramente allenate dalla clientela tricolore). Queste due giovincelle hanno riconosciuto la mia provenienza e nazionalità meglio e più velocemente di un poliziotto di dogana con anni di esperienza. Siccome in economia vige una regola che dice: l’offerta crea da sè la propria domanda, e qui arriva la mia di domanda e anche molto diretta: non pensi che il problema non stia solo nei clienti stranieri ma anche nelle ragazze che con tanta facilità si offrono a loro? E tu nella tua attività di contrasto al fenomeno prendi qualche iniziativa anche nei confronti di queste signorine così amichevoli verso i turisti e gli stranieri?”
MG – Risposta: Sfortunatamente essendo io fisicamente più forte di una donna non posso e non voglio toccarla o comunque costringerla a fare o non fare qualcosa…
PO –Domanda: sì, va bene, però ammetterai che se ci fossero meno ragazze disponibili ci sarebbero anche meno clienti che vengono qui con queste intenzioni, ora non possiamo dire se è nato prima l’uovo o la gallina però stiamo parlando di due aspetti dello stesso problema non credi?
MG – Risposta: Il problema non è solo ucraino ma è globale, anche in Russia ad esempio è lo stesso ed è iniziato alla fine degli anni ottanta, inizio degli anni novanta quando il solo obiettivo delle donne era quello di sposare un uomo straniero che le portasse via dai loro Paesi di nascita per portarle a vivere nei loro “paradisi” e secondo me questa è stata l’origine del problema. Oggi come oggi invece di sposarsi per queste ragazze è facile fare molti soldi col minimo sforzo, senza particolari legami o problemi quindi non sarebbe facile (comunque non il mio compito) far cambiare loro idea. Poi non dimentichiamo che questo tipo di prostituzione è diverso da quello delle strade o dei quartieri a luci rosse, per molte di queste ragazze diventa un hobby ben pagato quello di andare in bei ristoranti, belle discoteche e ricevere quasi un “salario” fisso alla fine del mese originato da questa attività.
PO –Domanda: “Il movimento di protesta Ucraino più famoso al mondo è sicuramente FEMEN, anche loro combattono a suon di tette al vento il turismo sessuale, la prostituzione etc. Vi conoscete, siete in contatto? Puoi dare a me e a i nostri lettori una tua opinione su FEMEN? Avete mai pensato di unire le forze e organizzare qualcosa insieme”?
MG – Risposta: sì, conosco Femen, quasi tutte le partecipanti e ho anche una relazione sentimentale con una delle leader di questo movimento. Non credo che quello che faccio sia in alcun modo connesso con le attività (e le modalità) di Femen.
PO –Domanda: E’ legale in Ucraina sequestrare (anche se per pochi minuti) un cliente e fare quello che fate? Rischiate qualcosa? Avete avuto conseguenze con la legge?
MG – Risposta: La risposta purtroppo è che ho avuto delle serie conseguenze sul mio business principale per via del mio impegno contro il turismo sessuale. A causa dei video che ho postato su internet e che hanno avuto un discreto successo di pubblico si è parlato molto di me e sono diventato un sorvegliato speciale della polizia perché quello che faccio da fastidio e secondo le autorità (i politici) disturba il turismo. Ai politici sta bene così, loro credono o vogliono credere che questo sia un fenomeno che ormai è iniziato e rimane incontrollabile.
PO –Domanda: Maxim, con il senno di poi, se sapessi quali sono le conseguenze “politiche” e per il tuo lavoro della tua guerra ai turisti sessuali lo rifaresti, ricominceresti questa tua personale crociata o no?
MG – Risposta: La risposta è: Sì, lo rifarei, sappi che ogni volta che affitto una macchina ad un cliente straniero adesso la polizia lo ferma e comincia a fare mille problemi, addirittura i servizi segreti controllano i navigatori GPS installati sulle macchine che affitto, i software e le licenze, insomma fanno un po’ tutto per infastidire e disturbare il mio business. Nonostante questo rifarei tutto.
PO: Grazie Maxim del tuo tempo, delle tue risposte sincere e chiare e anche per portare avanti un ideale sebbene credo sia difficile combattere di petto un fenomeno antico quanto il mondo, fa sicuramente schifo vedere giovani belle ragazze vendersi a vecchietti e meno vecchietti impasticcati di pillole blu e alla ricerca di un “affare a buon mercato”, e in Italia, non solo per quanto riguarda “l’Export” ma anche nei palazzi della politica ne sappiamo qualcosa al riguardo. 

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domenica 16 settembre 2012

Culex pipiens molestus (ovvero La Zanzara)


Mi capita giornalmente, nel traffico cittadino, al ritorno dal lavoro di sintonizzarmi sulle frequenze della radio di Confindustria (Radio24 ndr), in quella fascia oraria trasmettono un programma che nacque come contenitore politico e di attualità e che dava ampio spazio ai radioascoltatori, si è però recentemente trasformato in un circo mediatico amorfo, senza nè capo nè coda, contenitore di volgarità e regno del trash, malgestito dal presentatore e dalla sua improbabile "spalla". A condurre la trasmissione troviamo l'orvietano Giuseppe Cruciani, personaggio di straordinaria antipatia e mediocrità, pronto ad alterarsi, spesso anche in maniera verbalmente violenta, con i radioascoltatori che intervengono nella sua trasmissione e sempre veloce e spudorato invece a slinguazzare più o meno apertamente i politici e i "VIP" di turno.
Dopo decenni di mediaset, chi conserva un po' di anticorpi e di senso critico si è abituato a riconoscere il trash, a distinguerlo e a trattarlo come rifiuto differenziato smaltendolo con un click sul proprio telecomando. Ma la radio non è televisione e lascia più indifesi e "passivi" i propri ascoltatori i quali non potendo vedere, quindi rendersi lombrosianamente conto dei personaggi che abitano l'etere, devono aspettare e studiare, rendersi conto solo attraverso l'udito e la propria capacità di comprendere chi "hanno di fronte". Se a tutto ciò aggiungiamo un discreto quanto diffuso e feticista gusto dell'orrido, ecco spiegato il "successo" di ascolti di suddetto programma ergo dei suoi clowns.
Anche al sottoscritto è capitato, e comunque senza assuefazione, di voler ascoltare fino a quale livello l'asticella della minima decenza poteva scendere. Durante le ultime recenti puntate ho potuto "arricchirmi" di un florilegio di insulti Sgarb-ati (di Vittorio Sgarbi) campionati e mandati a ripetizione dal Cruciani e dalla sua regia, delle sterili quanto inutili, cangianti all'occorrente e tremebonde analisi politiche del clown in seconda tale Parenzo (certo non bello come la città Croata -POREC- di cui porta il nome), nonchè di "ospitate" da fare invidia a Bruno Vespa e al suo salotto. Tanto per citare alcuni dei più presenti: Scilipoti, Santanchè, Fede, Giovanardi, Borghezio e credo che basti...
Il Cruciani oltre che dalla bella Orvieto vanta fra le sue origini una militanza nelle file "radicali". Come non ricordare a tal proposito i tanti campioncini trasformisti made in Pannella: i Taradash, i Rutelli, i Capezzone?  Un' ottima compagnia che conferma il marchio di fabbrica radicale di Cruciani, forte con i deboli e zerbino con i potenti qualsiasi essi siano, giornalista prestato al gossip e allo sproloquio radiofonico, arrogante, saputello e facilmente smontabile da chiunque abbia la spina dorsale dritta (suggersico a questo proposito di cercare in rete un pezzo da antologia: la lezione che Piero Ricca ha dato a  Cruciani e Parenzo durante una trasmissione passata). Mi chiedo cosa ci faccia Cruciani ospitato, con un certo stupore del suo stesso pubblico, dalla Radio di Confindustria che non si distinguerà forse per essere una voce "against the stream" ma che comunque fornisce un servizio informativo di tutto rispetto fatta eccezione per "la zanzara", assolutamente inutile e fastidiosa come il nome che porta? Il mio post non vuole essere un appello a disertare quelle frequenze e nemmeno un invito a chiamare in diretta per dissentire dalle nefandezze di cui si macchiano i due (eticamente) poveri conduttori del programma, anzi se vi capita ascolatatelo, senza però cadere nella trappola del "fascino discreto della merda", quello per cui si fa il naso alla puzza di sterco che gradualmente diventa olezzo sopportabile e poi odore...esercizio che avviene da troppo tempo in questo paese (la minuscola non è mai casuale).  Sarà forse un caso ma di quelli "simpatici", sicuramente sconosciuto al Cruciani e alla sua spalla di gag via etere che il nome dell'insetto scelto per la trasmissione sia Culex pipiens molestus.

mercoledì 8 febbraio 2012

LUSI in the sky with diamonds

Foto: Lusi tesoriere margherita
Foto: quell'altro furbacchione di Antonio Ricci













Sfogliando i petali di una margherita mai sbocciata anzi appassita e poi confluita nel confuso calderon-populista PD, qualcuno si è accorto che erano stati distratti tredici milioni di euro dalle casse del partito. Soldi quelli destinati alla campagna elettorale “fatta con i fichi secchi” che avrebbe dovuto portare Prodi ad una sicura vittoria su Berlusconi durante l’ultima tornata elettorale. Le elezioni sono poi andate come tutti sappiamo, ma non è certo questo il problema, almeno non ora. Ad essere accusato della profumata (alla margherita) distrazione di fondi dalle casse del partito di centro è proprio il tesoriere (figura mitologica del nostro sistema politico) di questo, il senatore Luigi Lusi (foto).
Accantonata ormai da tempo la questione morale nella sinistra (ma è poi di sinistra che stiamo parlando nel caso della margherita?) ci viene alla mente che ultimamente è sempre più diffuso il malcostume del “furto” fra i “compagni”.
E’ comunque importante sapere quanto sia assurdo che i partiti politici, se ricevono un finanziamento pubblico, non hanno alcun obbligo di scrittura né di bilancio. Paradossale che chi, come i partiti, dovendo esprimere dei “candidati” (etimol. “Colui che aspirava ad una carica dello Stato dalla toga candida, immacolata”) non applichino la benché minima trasparenza alla gestione dei fondi a loro stessi destinati per fini elettorali.
Il Senatore Lusi pare abbia ammesso la sottrazione del denaro destinato al suo partito giustificandola con un semplice “avevo bisogno di denaro”. A chi non farebbero comodo tanti spiccioli? A seguito della scoperta, il Senatore bisognoso ad oggi pare non sarebbe in grado di restituire più di cinque milioni di euro attraverso una fideiussione bancaria, il resto sembra sia stato oculatamente investito dal tesoriere in proprietà immobiliari extra lusso fra Roma e provincia.
Degno di cronaca anche il virgineo stupore dei “margheritini”, Letta (Enrico) in primis che, per rimanere nell’ambito di metafore botaniche “cade dal pero” richiamando i suoi floreali compagni di partito ad un’ urgente riunione chiarificatrice.
Questa quindi l’alternativa al berlusconismo? Questi i supporter dell’elegante e serioso giustiziere Monti? Coloro che stanno contrattando il destino di milioni di lavoratori spingendoli verso una flessibilità sempre più priva di certezze vogliono invece assicurarsi milioni di certezze proprie con ogni mezzo. E in generale parliamo di una classe politica autoreferenziale e priva di idee e iniziative che finge giornalmente di tagliarsi qualche centesimo perché sente la pressione di un popolo stanco e affamato sempre più vicino alla “presa della bastiglia”.
Ad oggi questi gli usi e questi i Lusi del nostro tempo, senza una sana e sincera riflessione, senza l’ascolto del popolo, e non di Sanremo e dei suoi profumati cachet, non andremo molto lontano a meno che non diventiamo tutti tesorieri di qualche partitino.